10 Settembre 2026
Cara studentessa/caro studente,
ho sempre cercato di fare mia l’intuizione del grande maestro e profeta martire Gandhi che diceva: “Scopri chi sei e non aver paura di esserlo”.
Ci sono tre verità contenute in questa preziosa espressione, che vorrei consegnarti.
Innanzitutto la consapevolezza di “chi sei”. Non un numero, non una “fotocopia”, come avrebbe detto S. Carlo Acutis. Occupi un posto che nessun altro potrà prendere. Hai una dignità non barattabile con altro. Sei il protagonista di uno straordinario progetto che Dio ti ha affidato. Sei un capolavoro, anche se non sono molti a dirtelo e anche se, forse, tu per primo stenti a crederci.
Gandhi, però, ti ricorda che tocca a te “scoprire” chi sei. Questa è la prima e più appassionante ricerca che valga la pena fare e per la quale devi spendere le migliori energie. Per questa scoperta non si può rimanere in superficie, non conviene accontentarsi e giocare al ribasso, non ci si può lasciar distrarre da ciò che fa notizia o da ciò che riscuote facili likes. Ogni scoperta richiede tempo, fatica, tenacia… perché la tentazione più forte, infatti, è quella di mollare al primo ostacolo e di non credere più in sé stessi.
Solo se sarai capace di sorprenderti potrai tenere sveglia la tua volontà contro ogni forma di stordimento e di rassegnazione. Sì, il segreto è davvero qui: lasciarti sorprendere dalle persone che hai attorno, dalla tua stessa esistenza, dalla grande storia, così come dalla storia dei piccoli della terra; lasciarti sorprendere dall’ingegno umano e, non di meno, da ogni gesto di amore disinteressato. Ogni momento di sorpresa, poi, ti cambierà dentro e ti renderà più te stesso.
Solo così non avrai paura di essere te stesso e capirai che anche gli altri avranno bisogno di te, proprio come sei, senza trucchi o maschere. Non si tratta di avere le stesse idee, di seguire le stesse mode per timore di sentirsi diversi. Noi siamo diversi e, quindi, per questo più ricchi gli uni degli altri, incredibilmente ricchi di una umanità che non va guardata con sospetto, ma come una grande famiglia, amata da Dio. Nessuna forma di cinismo riuscirà a reggere davanti a chi vive da appassionato protagonista.
Si ricomincia, allora. Il tuo primo giorno di scuola ha con sé i colori della speranza. Una speranza scritta sul tuo volto e riflessa anche negli occhi dei tuoi compagni di viaggio. Sarà proprio questa speranza a rendere meno pesante il tuo zaino, più leggere le tue fatiche e più concreti i tuoi sogni.
Sai che non ti è concesso di ripiegarti in te stesso per chiuderti a ciò che ti circonda, né potrai limitarti a consumare il presente, perché la legge del carpe diem può funzionare solo se si è disposti a non sciupare alcun attimo e a non rimandare le occasioni di donare sé stessi. Senza amore non si può vivere, ci dice Gesù, e anche a scuola si impara soprattutto questo. L’orizzonte che si dischiuderà sarà amplissimo e la vita sarà una costante sorpresa. Fino alla fine o, per essere più precisi, fino al fine di essa.
Grazie perché, davanti a molti che non ce la fanno più, in un apparentemente anonimo giorno di settembre sei capace di ricominciare. Grazie che ci insegni che ogni giorno è speciale, quando si è disposti a ricominciare.
Buon anno scolastico!
San Severo, 10 settembre 2026

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