13 Settembre 2026

Non dovevi aver anche tu pietà, come Io ho avuto pietà di te?

La cruda domanda del Vangelo alla fine della parabola del servo spietato che non ha saputo aver compassione e pietà del suo fratello, ci interpella sulle tante mancate possibilità che abbiamo avuto nella nostra vita di usare misericordia e compassione, ma ci siamo lasciati vincere dal rimorso e dal rancore. Perdonare, così come ci chiede il Padre, non è passare un colpo di spugna sulle mancanze ricevute, ma è chiedere al nostro cuore se siamo disposti a covare, come sotto la cenere, le scintille del rancore e dell’odio, per farlo divampare quando ci sembra il momento più opportuno. Quello che il Signore vuole insegnarci è disinnescare il male e ogni sua possibilità di detonare. Gesù, ci sta offrendo una possibilità di libertà vera, prima verso noi stessi, per poterla vivere verso gli altri. Non illudiamoci di poter vivere a pieno il nostro discepolato, se non siamo disposti a vivere quell’amore più grande che dona la capacità di amare oltre il nostro piccolo mondo. Ricordiamo sempre “Dio perdona per un atto di fede in me, di fiducia: vede la luce prima delle ombre, vede la mia vita “d’ora in avanti” come per l’adultera perdonata, vede un futuro buono dove il bene possibile conta più del male presente” (E. Ronchi).

Buona giornata

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