Dal 16 al 18 settembre l’Auditorium «Porta d’Oriente» a Otranto ha fatto da cornice alle tre serate del Convegno Pastorale Diocesano, appuntamento che ha segnato l’apertura del nuovo anno pastorale per l’Arcidiocesi di Otranto. Il percorso comune si è concentrato sulla riscoperta della fraternità battesimale, indicata come principio vivo per rafforzare la comunione ecclesiale e rinnovare la spinta evangelizzatrice accanto alle nuove generazioni e a tutto il territorio.
I lavori si sono aperti mercoledì 16 settembre con la prolusione di don Mario Antonelli, rettore del Pontificio Seminario Lombardo a Roma. Muovendo dalle intuizioni del teologo Bernard Lonergan e dagli stimoli dell’Evangelii gaudium, il relatore ha sollecitato la comunità a maturare un discernimento evangelico libero e responsabile, proprio di chi sceglie il bene perché animato dall’amore verso il Signore. Don Antonelli ha richiamato la comune responsabilità di tutto il popolo di Dio nell’annuncio, evidenziando il ruolo feriale dei laici nella testimonianza quotidiana. Esaminando il brano evangelico dei discepoli Giacomo e Giovanni, ha poi messo in guardia dalle tentazioni di supremazia e dalla disaffezione passiva, proponendo l’immagine di una Chiesa «sinfonica» in cui i diversi carismi si accordano nell’affetto fraterno (philadelphia), passo indispensabile per aprirsi con sincerità all’accoglienza di chi è ai margini (philoxenia).
La serata di giovedì 17 settembre è stata interamente dedicata ai laboratori sinodali, con sacerdoti, laici e operatori pastorali riuniti per vicaria. Il confronto sul campo ha portato alla luce le priorità e le difficoltà avvertite nelle comunità: il superamento di individualismi e diffidenze relazionali, l’esigenza di passare da una collaborazione legata a compiti esecutivi a una piena corresponsabilità laicale, la necessità di percorsi formativi profondi e continuativi e l’attenzione a una liturgia capace di unire la celebrazione eucaristica alla vita feriale.
Venerdì 18 settembre, nel corso della plenaria conclusiva, i rappresentanti dei vicariati hanno restituito le riflessioni emerse nei singoli gruppi. A tirare le fila del cammino è stato l’Arcivescovo, Mons. Francesco Neri, il quale ha ribadito la natura teologale della fraternità cristiana, dono che precede ogni scelta umana: «Il Signore, come scriveva san Francesco, ci dona dei fratelli». Riprendendo un’espressione di padre Benigno Papa, il presule ha ricordato che il Battesimo fonda il novanta per cento della nostra identità comune, mentre il restante dieci per cento – espresso da sensibilità, associazioni e singoli ministeri – deve rimanere costantemente a servizio dell’intero corpo diocesano, scongiurando frammentazioni ed esclusive. Attraverso l’apologo dei «sassi grandi» da porre nel vaso prima della sabbia, Mons. Neri ha esortato infine a stabilire una salda scala di valori negli impegni pastorali, custodendo al centro l’ascolto della Parola, la carità fraterna, la vita sacramentale e la cura dei poveri.
Il percorso avviato troverà ora continuità nelle parrocchie e nei prossimi incontri degli organismi di partecipazione diocesani, chiamati a tradurre queste linee condivise nei passi concreti del nuovo anno pastorale.






