04 Giugno 2026

Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù.

Paolo nel suo ministero apostolico sperimenta la “sofferenza” dell’essere incatenato e carcerato a causa della parola e della fede. Questa esperienza che lui vive, non è però motivo di abbattimento, ma sprone e rilettura positiva che lo spinge a scorgere un elemento bello in ciò che sta vivendo. La sua prova personale diventa nell’esercizio della pazienza un richiamo a tutti coloro che per la sua predicazione si sono convertiti, affinché vivano la propria fedeltà e il proprio impegno ad essere cristiani. Paolo, ci ricorda l’importanza di saper fare della nostra vita un segno per la vita degli altri. Dobbiamo essere noi per primi a chiedere a noi stessi quale messaggio vogliamo che la nostra vita veicoli a coloro che incontriamo sul nostro cammino, ma ancor più quale fedeltà siamo disposti a vivere per essere segno e testimonianza per gli altri. Impegniamoci a non sciupare il messaggio di consolazione e di perseveranza affidatoci dal Signore.

Buona giornata

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