Ci avviciniamo ad un momento decisivo per la nostra comunità: l’elezione di chi dovrà amministrare la nostra città per i prossimi cinque anni. Ormai la politica viene percepita come qualcosa di lontano, di “sporco” e di inutile. Eppure, la politica è, al contrario come ci insegnava Paolo IV, una delle forme più alte di carità, perché si occupa della vita di tutti.

 

Già alla fine dell’Ottocento, Papa Leone XIII ci ricordava che i cristiani e i cittadini onesti non possono disinteressarsi della cosa pubblica. Ci ha insegnato che la giustizia sociale non nasce dal caso, ma da scelte precise. Oggi, a Molfetta, votare significa onorare questo impegno. Non è solo un diritto, ma un dovere verso noi stessi e verso i più deboli. Il primo passo per un voto consapevole è rifiutare l’idea che “tanto nulla cambierà”: il cambiamento inizia dal nostro rifiuto dell’indifferenza.

 

Papa Benedetto XVI, nella sua Caritas in Veritate, ci ha lasciato un monito fondamentale: non esiste vero sviluppo senza etica. In una città come la nostra, questo si traduce in una scelta di campo netta: dobbiamo premiare chi propone progetti basati sul diritto e sulla dignità, non chi promette “piaceri” personali in cambio di voti. Il voto non è una merce di scambio, ma un investimento di fiducia nel futuro. Un’amministrazione sana è quella che applica il principio di sussidiarietà, cioè che sa ascoltare le associazioni, le famiglie e le parrocchie, valorizzando le energie migliori della nostra Molfetta.

 

Infine, Papa Francesco ci invita a guardare alla nostra città come a una “casa comune”. Nella Laudato si’, il degrado di ciò che ci circonda va di pari passo con il degrado sociale. Chiediamoci, allora: quale candidato ha davvero a cuore il nostro mare, il nostro centro storico, le nostre periferie? Chi si impegna a combattere la “cultura dello scarto”, che mette ai margini gli anziani soli e toglie speranza ai giovani? Un voto consapevole è sicuramente un voto che sceglie l’ecologia integrale: aria più pulita, strade più sicure, ma anche una comunità più umana e solidale.

 

Il futuro della nostra città passa dalle nostre mani. Con l’augurio che ciascuno possa esercitare il proprio voto con libertà interiore e speranza, per il bene della nostra cara Molfetta.

 

Buon voto a tutti.

Silvia Bonsi, direttore ufficio per la pastorale sociale e del lavoro

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